RABBIA E PROTESTA OLTREPASSANO I SONDAGGI

La resa dei sondaggi.

Non abbiamo certo la pretesa di aggiungere qualcosa di nostro alle analisi del voto che hanno imperversato autorevolmente per tutta la notte dai teleschermi televisivi.
Vorremmo, semmai, aggiungere qualche annotazione per dare una spiegazione meno aritmetica dei numeri che hanno il loro peso ma possono avere motivazioni diverse.

Né i sondaggisti né gli analisti politici avevano previsto di ritrovarsi con l’Italia elettoralmente divisa e plasticamente rappresentata in colore giallo da Palermo fino alle porte di Roma e in colore azzurro da Roma fino a Bolzano.
Nella zona gialla, che rappresenta tutto il sud, c’è l’affermazione indiscutibile del M5Stelle mentre nella zona azzurra, che rappresenta il centro-nord ,è il centrodestra ad affermarsi premiando la Lega di Salvini all’interno della coalizione.

Bisogna a questo punto considerare cosa rappresentano, in termini socio-economici, la zona gialla e la zona azzurra prese separatamente.
Da una parte il sud con le sue emergenze, i suoi ritardi, i suoi scandali, le sue mafie, la sua storica povertà, la disoccupazione giovanile fuori controllo, i califfati politici, la burocrazia più corrotta, le clientele fameliche, il voto di scambio, l’assalto alla diligenza della spesa pubblica, gli arresti eccellenti.
Dall’altra il centro-nord con i suoi indicatori socioeconomici più vicini alle medie europee, una imprenditoria organizzata e presente sui mercati internazionali col made in Italy, grandi infrastrutture, alta velocità, musei e università, fondazioni culturali ed eventi internazionali, una classe dirigente con una sviluppata cultura di governo quando non decide di delinquere.
In questa parte d’Italia il Movimento del “vaffa” non è penetrato, non ha fatto proseliti e non ha ottenuto consensi.

E’ il sud che lo ha caricato di voti e di rabbia, allettato dal “reddito di cittadinanza” promesso e che non poteva lasciare indifferente le regioni col più alto tasso di disoccupazione maschile, femminile e giovanile.
Le percentuali bulgare che in alcune realtà sfiorano il 50 per cento la dicono lunga di quali speranze e di quali rancori il M5Stelle si è fatto carico a sua insaputa. Non era nelle sue previsioni. Ora viene la parte più difficile, sempre che il M5Stelle riesca ad avere l’incarico di formare un governo.

In quella percentuale di oltre il 32 per cento c’è più protesta che consenso, più antipolitica che politica, più rabbia che fiducia. Ma non è detto. Stando ai numeri tocca al centrodestra provare a formare un governo e trovare i numeri per ottenere la fiducia. Si vedrà cosa deciderà il capo dello Stato. Una legge elettorale disastrosa ha reso ingovernabile il Paese determinando un terremoto negli equilibri politici.

La Calabria fa registrare un dato che può essere di conforto per i militanti di centrodestra e cioè le percentuali di consensi più alte, soprattutto se rapportate ad altre regioni del sud.
Non è bastata a contenere la valanga 5Stelle ma l’ha fronteggiata con impegno e con onore. Anche a Paola.

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