Stazione di Paola in agonia … da anni

E’ segretario del Partito Socialista Italiano il vice ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, il partito del sindaco Perrotta.

PaolaOggi, da spazio d’approfondimento qual è, intende allargare il raggio d’azione dell’interessante disamina, sul rischio dismissione della stazione FF.S. di Paola, a firma di Francesco Maria Storino, articolo pubblicato da Gazzetta del Sud e ulteriormente arricchito su infopinione.it.

Storino analizza fondamentalmente due questioni: lavoro e opportunità.
L’indotto dello snodo ferroviario paolano conta ben 80 posti di lavoro ma non prevede rimpiazzi in caso di pensionamenti.
L’opportunità colta da molte famiglie negli anni che hanno contribuito ad aumentare la popolazione residente della città di Paola, sta cessando lentamente. Si è spesso tramandato da padre in figlio il lavoro in ferrovia e a Paola sono nati molti nuclei familiari originari di altre parti d’Italia.

Riccardo Nencini – PSI –  vice ministro alle Infrastrutture

Lo stato soporifero della politica locale nei confronti di uno dei più prolifici datori di lavoro in terra paolana, insieme all’ospedale, al tribunale, all’Asp e al turismo, è giunto al suo culmine. Timidi sono sempre stati i tentativi di reagire alla dismissione dello snodo paolano da parte dell’amministrazione cittadina, della Provincia di Cosenza e della Regione Calabria. Oggi che Paola comincia a leccarsi le ferite per ciò che non è stato fatto per decenni, neanche il vice ministro, compagno di partito, risponde alle sollecitazioni (se ci sono state) del sindaco di Paola.

Alla precisa analisi di Storino, PaolaOggi vuole aggiungere una considerazione.
Dopo il restyling della stazione ferroviaria, a distanza di più d’un decennio, nessuno è riuscito a sollecitare la proprietà affinchè, come accade nelle più importanti stazioni ferroviarie d’Italia, i locali realizzati potessero ospitare attività culturali, commerciali, ludiche, … Con la moltitudine di giovani e associazioni alla ricerca di spazi d’aggregazione, di nuovi e diversi spazi commerciali, … quei locali di vetro sono rimasti vuoti.

Ci si aspetta che il 13 ottobre, il consiglio comunale aperto sul caso Stazione, si confronti anche su questo aspetto. Paola ha bisogno di vivacità e d’opportunità, lavorative ma anche ludiche, culturali, commerciali. Preservare i posti di lavoro in ferrovia anche per le generazioni che verranno e riempire gli spazi vuoti della stazione in un contesto come quello paolano che, oltre alla piazza e al lungomare, non ha luoghi aggregatori per giovani e anziani, dovrebbe interessare chi amministra.

Poi però t’accorgi che chi amministra li chiude, gli spazi d’aggregazione. E allora ti chiedi: è inutile spronare (anche da queste pagine)? E’ superfluo suggerire?

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